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Ultimo aggiornamento: lunedì 06 febbraio 2012 alle 14:35
542 - CASE CATALINI - RIF. BATTISTI
13 km
02:50
ITINERARIO N.: 542
RIL. EFFETTUATA IL:
PARTENZA: CASE CATALINI - CIVAGO
TEMPO DI PERCORRENZA: h. 2:50 CIRCA
KM PERCORSI: 13 CIRCA
DISLIVELLO: ASCESA MT. 755
DIFFICOLTA’: MEDIO
TRACCIA GPS:
DESCRIZIONE:
Itinerario classico all’interno dei territori del nuovo parco Nazionale Tosco Emiliano, con partenza da Case Catalini, a 2 km di strada sopra il paese di Civago.
Parcheggiata l’auto in località Case Catalini, dove possiamo trovare un monumento ai Caduti e una fonte di acqua potabile dietro al manufatto, iniziamo lentamente a percorrere la forestale che diventa subito non asfaltata, mantenendola fino alla sbarra che delimita il traffico in località Abetina Reale.
Il percorso si presenta con un’ascesa dolce e costante, con qualche tratto ripido ma non impegnativo, alternato a brevi momenti di falsopiano, per circa 6,5 km.
Il tragitto non presenta difficoltà tecniche in quanto si sviluppa tutto su una carrozzabile percorsa anche dalle auto, immersa costantemente nei boschi di faggio e latifoglie.
Si passa sotto al monte Ravino, e appunto dopo 6,5 km la salita termina ed inizia una dolce discesa che termina sul ponte del torrente Lama, affluente del torrente Dolo dal quale prende il nome tutta la vallata.
Ricordiamo che fino alla Sbarra il traffico e normalmente aperto al pubblico, quindi anche nel tratto di discesa prestiamo la massima attenzione.
Passiamo a fianco della sbarra e percorriamo i circa 100 metri di dolce salita che dividono dal bivio sulla forestale che conduce a sinistra al rifugio Segheria dell’Abetina Reale e a destra sale verso Lama Lite ed il rifugio Battisti.
Al bivio svoltiamo a destra e continuiamo a salire per la forestale principale per circa 4 km fino alla località Lama Lite, da dove imboccando la carrozzabile a destra scenderemo dopo 500 mt al rinnovato rif. Battisti, ottimo punto di ristoro e di alloggio.
La salita dalla sbarra al rifugio si presenta un poco più ripida in alcuni punti rispetto al tratto precedente alla sbarra, e possiamo trovare a seconda della stagione qualche zona dove abbonda lo spessore della ghiaia, ma comunque il tutto risulta abbastanza pedalabile. Risulta impossibile sbagliare direzione in quanto manteniamo costantemente la forestale principale, ignorando i tagli dei sentieri che sbucano sulla carrozzabile.
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