via Emilia all'Angelo, 33/A - 42100 Reggio E. tel. e fax 0522 382392 - info@actionbike.net
Ultimo aggiornamento: lunedì 06 febbraio 2012 alle 14:35
516 - ANELLO DI CASINA
14 km
02:00
ITINERARIO N.: 516
RIL. EFFETTUATA IL: 19/10/06
PARTENZA: PARCHEGGIO BAR DEL BOCCO
TEMPO DI PERCORRENZA: 2 ORE CIRCA
KM PERCORSI: 14,5
DISLIVELLO: 500 mt. Circa di Ascesa
DIFFICOLTA’: FACILE CON ALCUNI TRATTI MEDI
TRACCIA GPS:
DESCRIZIONE:
Il percorso parte dal parcheggio del bar Boco Loco sito in località Bocco di Casina, alla sinistra prima della fine dell’abitato.
Iniziamo a salire seguendo il tracciato della vecchia strada statale 63 , dirigendosi verso la località La Canala, tutto su asfalto. Arriviamo, dopo aver passato l’agriturismo Rio Re, ad un deviazione alla nostra sinistra che indica l’abitato di Cologno. Imbocchiamo tale strada, anche se troviamo una sbarra. Si tratta di una strada vicinale ad uso pubblico, ed al momento della rilevazione non risulta proprietà privata all’ufficio tecnico del comune di Casina. Perciò è possibile il passaggio ai ciclisti.
Arrivati allo splendido borgo di Cologno, imbocchiamo la carraia in salita che parte alla nostra destra; praticamente passiamo il cortile che divide i due edifici e da tale punto inizia l’ascesa sottobosco che con alcuni tratti impegnativi, richiede l’utilizzo del rapporto più corto. Il fondo è abbastanza compatto, ma in due tratti si presenta sdrucciolevole, obbligandoci a sfoderare tutta la tecnica che abbiamo a disposizione.
Alla fine della salita ci troviamo sul Monte Cemanna, da dove imbocchiamo l’asfalto che dal centro di Casina porta in direzione S. Giovanni di Querciola, svoltando praticamente a sinistra.
Arrivati al bivio che indica alla destra Giandeto, svoltiamo in salita dirigendosi verso il caratteristico borgo, e per chi vuole percorrere tale tratto in fuoristrada, consigliamo di imboccare la traccia di sentiero alla destra subito dopo l’incrocio. Si tratta di una variante impegnativa, con un tratto di salita abbastanza ripido, ma corto, che comunque può essere evitato percorrendo dall’incrocio precedente l’asfalto, fino a quando sulla nostra destra troviamo l’imbocco di una dolce carraia che ci riporta sulla traccia originale.
Dolcemente raggiungiamo, seguendo la carraia che divide i vari campi coltivati, il borgo medioevale di Cipiolla, dove incontriamo una larga carraia che scende in direzione Casina, essendo in corrispondenza del Monte delle Tane.
Richiamiamo l’attenzione perché l’itinerario prosegue imboccando, subito dopo essere passati di fianco al contatore del gas, la traccia di sentiero che scende rimanendo alla sinistra della carraia larga, e si riconosce per la fila di picchetti metallici che evidenziano la traccia. Possiamo inoltre essere sicuri della direzione intrapresa perché ci troviamo su una delle tante varianti del Sentiero Matilde, contrassegnate con i segni Cai bianchi e rossi.
Raggiungiamo dopo aver percorso una sassosa discesa che sovrasta il rio Poncema, il Lago dei Pini, splendido specchio d’acqua dove la calma regna sovrana.
Proseguiamo il nostro anello dirigendosi verso Casina imboccando il sentiero Matilde subito dopo la curva a sinistra della strada battuta che parte dal Lago dei Pini. Tale sentiero risulta ben tenuto e scorrevole, fino all’incrocio che ci fa effettuare una variante boschiva contrassegnata dai segni comunali bianchi e blu, che sale verso la nostra destra. Al momento della rilevazione risulta essere una variante un pò “infrascata” causa alcuni tronchi caduti sul sentiero, ma la consigliamo perché si addentra nel bosco che sovrasta l’abitato di Casina.
Raggiunta Casina, attraversiamo la Pineta centrale e, dopo essere passati davanti all’incrocio della strada che porta in direzione Canossa, attraversiamo l’abitato passando nelle vie più storiche del paese. Sulla destra della piazza segnaliamo la classica fontana meta di pellegrinaggi ciclistici domenicali dalla pianura padana.
Continuiamo a pedalare su asfalto fino a riprendere la strada provinciale che porta verso il castello di Sarzano, ma praticamente sotto alla Madonna del Carrobbio, imbocchiamo la strada asfaltata che ci fa scendere fino all’abitato di Moncasale, località indicata anche con indicazioni stradali.
Terminato l’asfalto, la discesa continua sulla carraia alla sinistra dell’abitato che ci porta in prossimità del Monte Casale, veloce e scorrevole con appoggi laterali.
Manteniamo la direzione principale evitando la carraia che scende alla nostra destra dopo circa un chilometro di off road, che comunque condurrebbe allo stesso punto in prossimità del sottopasso della nuova statale 63, seguendo il tratturo che rimane in quota, che abbandoneremo dopo poco per imboccare il sentiero a sinistra in brevissima salita che si tuffa nel sottobosco fino al raggiungimento di un campo arato.
Passando sul lato del campo lavorato, costeggiamo i vigneti seguendo le tracce fatte dai trattori, fino ad imboccare il sottopasso che ci conduce sul tracciato della vecchia Strada Statale 63, in località La Canala. Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo il nostro punto di partenza in località Bocco.