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Ultimo aggiornamento: lunedì 06 febbraio 2012 alle 14:35

6 3 2009

AL BATTISTI... CON TANTA TANTA NEVE!!!!

COMPLIMENTI A GIANDOMENICO E STEFANO CHE IN SELLA ALLA LORO MOUNTAIN BIKE NON CURANTI DELLA MONTAGNA DI NEVE HANNO RAGGIUNTO IL BATTISTI! MITICI...

     
30 10 2008

PARCO DI RONCOLO

L’appuntamento è per le 13,00 circa al parcheggio del parco di Roncolo, e decidiamo di arrivarci in bici, cosicché al ritorno possiamo affrontare un po’ di discesa, tanto per rilassarsi un pò.
Lasciamo l’auto nel centro di Roncolo ed iniziamo a salire su asfalto verso il parco, e da subito il ritmo è elevato, per la paura di essere in ritardo,
Intrapresi i ritmi con respiri ritmici ed affannosi, arriviamo con 5 minuti di anticipo sul nostro compagno di avventura di questo martedì pomeriggio.
Andrea arriva e scarica velocemente la sua GT front dall’auto, monta le ruote, indossa il casco a scodella e infila il telefonino e le chiavi dell’auto nella tasca dei panta della tuta da ginnastica.
Via, si parte.
Saliamo nel parco e valutiamo le zone per poter progettare un nuovo percorso da cross country. Percorriamo i vari sentieri single track già esistenti, individuiamo la zona, lasciamo le bici alla custodia della Monica, entriamo nella boscaglia a piedi per rilevare la traccia gps facendoci strada fra arbusti e tronchi secchi.
Due cinghiali scalpitano vicini a noi, altri due caprioli scattano un poco più in là e poco dopo arriviamo alla fine del tracciato futuro.
Ritorniamo al punto di partenza dove Monica ci aspetta sorvegliando le bici.
Abbiamo ancora tempo per pedalare un po’, e dato che Andrea è un esperto conoscitore del territorio, e si sta “sbattendo” con le istituzioni per evitare che il Parco possa essere chiuso alle mountain bike, gli chiediamo se si vuole aggregare a noi per farci vedere il percorso della “Ghiasola Jungle”.
Senza esitazioni tutti e tre ci dirigiamo verso l’uscita il confine, fra passaggi tecnici in salita che mettono a dura prova il nostro allenamento.
Andrea un po’ arranca nei tratti più pendenti, ma senza perdersi d’animo, scende, spinge, ed è subito lì. Nelle prime brevi discese si notano già le sue buone doti di tecnica di guida, ed arrivati all’inizio della Ghiasola, con molta disinvoltura, affronta il tratto iniziale ripidissimo.
Lo seguo non senza esitazioni, riesco a scendere facendo scivolare le ruote sul terreno friabile, e subito dopo ci troviamo sul percorso originale della Ghaisola storica.
Dove sembra che il bosco fitto la faccia da padrone, Andrea s’ infila su un sentiero che se non lo conosci lo eviti, praticamente impossibile da notare.
Noi lo seguiamo a ruota, ed appena la pendenza aumenta, leggero come una piuma fa scorrere la sua Gt front giù dal tracciato affrontando le insidie dei canaloni, le curve in modo esemplare senza neanche muovere un granello di terriccio, ed alla fine di ogni tratto ci aspetta per vedere se abbiamo bisogno di aiuto.
Incrocio lo sguardo con Monica, entrambi stupiti ed entusiasti, lasciamo andare le nostre full frenando il meno possibile, affrontiamo i tratti di discesa in apnea, e finalmente arriviamo dove il terreno spiana.
Pensiamo che anche per questa stavolta ci è andata bene, però siamo carichi come delle molle e l’adrenalina ci sgorga dal corpo, quasi dispiaciuti che la fine del tracciato Jungle giunga al termine.
Sbuchiamo sul campo arato, affrontiamo l’ultimo tratto sulle zolle di terra a piedi e prima di ritrovare l’asfalto chiediamo se Andrea vuole un passaggio per tornare sù al parcheggio, ma i suoi programmi sono altri: il recupero del telefonino perduto durante la discesa.
Mentre torniamo al negozio proviamo a far squillare il telefono di Andrea ogni 5 minuti, in modo da semplificare la ricerca.
Alla fine tutto bene, felici di aver staccato due ore dal lavoro per dedicarsi ad una passione condivisa da molti, attraversando zone che farebbero invidia ai migliori spot americani e per questo ci sentiamo di sostenere ogni proposta seria e responsabile che tuteli e valorizzi sia il territorio dove pedaliamo che la sicurezza di tutti gli utenti.

     
26 10 2008

IL GPS SPEGNE L'AVVENTURA?

Salve a tutti,
la domanda me la sono fatta in quanto ieri due ragazzi che sono passati in negozio mi hanno detto che girare con il GPS è si molto bello e comodo, ma toglie un pò quel senso di avventura che la pratica del Montain Bike offre nel cercare percorsi nuovi.
Io penso che in parte è una riflessione vera, perchè praticamente ti trovi i giochi fatti, e nel nostro caso sono i percorsi da seguire, ma potrebbe essere anche uno stimolo per cercare propri nuovi itinerari, magari prendendo spunto anche dalle tracce che si possono trovare in rete... spazio all'immaginazione!!
oltre poi ad avere un accessorio che è decisamente utile in caso di emergenza...

Voi che ne pensate? mandateci le vostre impressioni.
A presto
Andrea Corradini

     
24 6 2008

Ciao Ragazzi, siamo tornati dall'esperienza dei Mondiali di Mtb della Val di Sole.
E' stata veramente un'esperienza unica, in quanto trovarsi ad assistere a gare di downhill, trials, cross country di quei livelli fa venire la pelle d'oca.

Venerdì mattina abbiamo raggiunto i nostri compagni di avventura (Claudio & Alessandra) che ringraziamo per l'ospitalità fornitaci in questi giorni, ed anche per il servizio di traduzione italiano-spagnolo - inglese molto utile per contattare i campioni, ed insieme abbiamo assistito alla prova di x-country maschile categoria under 23.
La prima emozione è stata la partenza, sembravano un branco di cavalli inferociti che al passaggio dalla nostra postazione hanno fatto letteralmente tremare il terreno sotto ai nostri piedi.
Poi, dalla prima salita, si vedeva già il livello altissimo dei più allenati, infliggendo distacchi abissali al resto del gruppo.
Poi la loro gara è continuata regolarmente fino alla fine.
Alla sera siamo andati a vedere il Trials, specialità dove non avevamo nessun italiano in gara, ma il tifo è stato veramente lodevole verso tutti i concorrenti.
La cosa che ha impressionato è che sono persone che con la bicicletta sfidano la forza di gravità, saltando da un ostacolo e l'altro con la disinvoltura che una persona normale ha nel fare due gradini di scale a piedi.
Al sabato è stata la volta delle discipline spettacolari, il downhill ed il 4-cross.
Per la gara di discesa quando li vedi scendere ti viene voglia, appena tornati a casa, di segare in due la bici, in quanto ti accorgi che nei tratti dove noi persone normali freniamo e scendiamo con cautela, loro pedalano e staccano le ruote da terra. Veramente impressionante.
Anche qui fra i primi di categoria ed il resto del gruppo si forma una netta differenza tecnica, comunque diamo un plauso a tutti, uomini e donne, che riescono a regalare emozioni al numeroso pubblico sparso ai bordi della pista.
Alla sera abbiamo assistito per prima volta alla gara di 4-cross (4-X) dove scendono da una pista in quattro e vince la batteria il biker che arriva prima in fondo. I salti dei vari drops, le paraboliche, ed i gradini non si contano, lasciandoci a bocca aperta con il fiato sospeso fino alla fine. Il bello è che è una disciplina nella quale valgono anche le "sportellate", e ne abbiamo viste tante....
Domenica Cross Country elite femminile e maschile.
Emozione unica nel vedere con quali rapporti i migliori bikers del mondo salgono le salite, dovendo pure frenare in curva come se fossero delle piccole moto. Roba da non credere.
Un' altra cosa che ci è piaciuta è il fatto che sono tutti atleti che sono alla buona, non se la tirano, si fanno fare tranquillamente foto e rilasciano autografi girando in mezzo al villaggio mondiale. Quasi come i nostri calciatori....
Ottima l'organizzazione, impeccabile, veramente una ottimo lavoro svolto anche grazie ai 500 volontari della Val di Sole che hanno risposto all'appello della macchina organizzatrice.
Sicuramente un evento che chi ha la possibilità merita, una volta nella vita, di essere visto.
Forse in italia nel 2011 a Nevegal, altrimenti per chi può nel 2009 in Australia e nel 2010 in Canada.
A presto
Actionbike's Staffs


     
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