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Ultimo aggiornamento: giovedì 11 marzo 2010 alle 16:10

6 5 2009

TOWNHILL BERGAMO

I colori Action Bike entrano nel vivo della quarta edizione della Townhill di Bergamo, grazie ai nostri due piloti Giacomo De Pietri e Luca Camellini che hanno saputo misurarsi con un mix di spettacolo, adrenalina e ostacoli estremi che rendono unica nel suo genere questa gara. I nostri riders si sono presentati al via pronti a sfidare le insidie estreme e a giocare con i limiti della fisica all’ interno di un tracciato reso ancora più duro e pericoloso dalla pioggia che è scesa incessantemente durante tutta la giornata della gara. In un contesto unico, quale il cuore di Bergamo, i portacolori Action Bike hanno cercato il limite massimo correndo attraverso le strette vie e i passaggi angusti che caratterizzano le antiche vie di Città Alta. Passerelle, salti e gigantesche strutture in legno hanno reso il gioco più piccante ed estremo riservando emozioni forti che solo grazie a tanta tecnica e un bricciolo di spericolatezza  hanno permesso ad entrambi di chiudere la qualificazione tentando di rincorrere il sogno di trovarsi spalla a spalla assieme a piloti professionisti del calibro di Bruno Zanchi, i fratelli Zampieri, Wyn Mastres (NZ) e Filip Polac (Rep. Slovacca) sempre in vetta alle classifiche di Coppa del Mondo.

     
19 4 2009

gara Castel del Rio downill

Si e' conclusa la prima prova del campionato Gold Prix di discesa tenutasi a Castel del Rio… in questa gara il mio compagno di team, Giacomo, non era presente e quindi so’ in coscienza che ho la responsabilità di essere l’ unico pilota che porta i colori ActionBike.

La domenica mattina, appena arrivato a Castel del Rio, il percorso si presentava in condizioni ancora più difficili a causa di una notte di acqua ininterrotta.

Sicuramente con il passare di noi piloti la situazione non sarebbe di certo migliorata… ma tutto questo non mi fa nessuna paura, mi vesto, prendo la bici e comincio a fare qualche giro per testare la pista prima delle due manche.

Che dire… c'era veramente tantissimo fango che rendeva tutto il percorso piuttosto i insidioso.
Ma arriva il momento della prima manche ; la tensione cominciava a salirmi parecchio dato che avevo alcuni timori dovuti al terreno bagnato.

Avevo l'adrenalina a mille e tanta voglia di partire per dare il massimo… la grinta era quella giusta!!

Sento a malapena il commissario di gara che ci dice di prepararci in fila per ordine di numero.

Arriva il mio turno, mi metto la mascherina e con lo sguardo fisso il percorso ; in questo momento non sto pensando più a nulla, ho il vuoto in testa… sento solo il bip-bip del semaforo… sento il segnale, devo partire!!

Quattro pedalate secche per prendere velocità e poi via lascio andare… sto’ usando veramente poco i freni  e senza rendermene conto la velocità è aumentata esageratamente.

I passaggi tecnici ho alcuna difficoltà a farli a causa dell’ elevato fango che complica la vita e quindi perdo qualcosa in quei punti.

Tutto sommato arrivo alla fine, stanco, ma contento perché nonostante tutto non sono andato male.

Arriva il turno della seconda manche.

Il tempo di arrivare nel parcheggio per prendere la navette che mi riporterà alla partenza del tracciato e sono già di nuovo in fila… sicuramente sono meno teso di prima!!

Tanti atleti rinunciano a fare la seconda manche a causa dell’ elevato fango che si era creato nel tracciato e quindi ci ritroviamo in pochi… della serie meglio pochi ma buoni!!

Parto!!

Pedalo con tutte le forze che ho per prendere più velocità possibile e perdere così minor tempo possibile nei tratti più infangati.

Il susseguirsi del percorso va meglio; nei tratti dove nella prima manche avevo perso tempo in questa riesco  a farli meglio e con più naturalezza!!

Nella parte finale mi vedo costretto a rallentare dato che il ragazzo che era partito prima di me è caduto facendosi male seriamente e quindi in mezzo alla pista c'erano tutti i volontari che lo stavano soccorrendo… vabbè sono un po’ dispiaciuto per l’ opportunità persa ma penso che l’ importante è che il pilota infortunato non si sia fatto niente di grave.
E’ finita.
Come finale devo dire che è stata proprio una bella gara, mi sono divertito molto sapendo di aver dato il massimo.

Sono prontissimo per la prossima gara convinto di potere fare ancora meglio.

 

Luca Camellini

     
20 2 2009

BIKER ACTION BIKE A NIZZA ALLA PRIMA SUPERENDURO!

un biker Action bike alla super enduro di Nizza. Complimenti Gael...

     
10 8 2008

DOWNHILL

NUOVA CATEGORIA PER DAR SPAZIO ANCHE A UN NUOVO SETTORE
ACTION BIKE IN CRESCITA!



MaxiAvalanche… solo pronunciando questa parola mi scorrono davanti agli occhi ricordi carichi di emozioni che hanno reso la mia partecipazione a questa gara indimenticabile… perché la MaxiAvalanche non è una normale gara di downhill , ma rappresenta una sorta di scommessa con se stessi perché sai che vivrai due giorni a stretto contatto con il rischio e l’avventura. Ancora adesso che il tempo ha rimosso i ricordi dei momenti più duri non posso fare a meno di realizzare che penso di non avere mai rischiato così tante volte di cadere in così poco tempo… mi sono giocato così tanti jolly che se fatti in una partita di poker a quest ’ora sarei milionario !!
Ma cerchiamo di andare per ordine…
La MaxiAvalanche fa parte di un campionato europeo che viene organizzato ogni anno da una società francese; questo campionato e composto da varie gare e proprio una di queste fa tappa in territorio italiano, esattamente a Cervinia, in Val d’ Aosta.
La gara consiste in una discesa di circa dieci chilometri che ha inizio dal ghiacciaio del Plateau Rosà a circa 3500 Mt. di altezza e finisce in pieno centro di Cervinia scendendo attraverso murene e strapiombi.
I professionisti correndo in piena scioltezza e lucidità mentale impiegando circa trenta minuti mentre i poveri bikers come il sottoscritto stentano da un minimo di un oretta ad un massimo di quasi due ore arrivando però al traguardo stremati ed ammacati. La gara si svolge in tre diverse giornate così suddivise : il venerdì è possibile provare liberamente la parte bassa del tracciato, il sabato mattina è riservato alle prove ufficiali dell’ intero tracciato mentre al pomeriggio si svolge la prima gara che servirà a stabilire l’ ordine di partenza per la gara vera e propria che si svolgerà la domenica in due differenti manche.
Se sei uno bravino potresti avere l’ onore di classificarti per il campionato europeo e partire la domenica con i migliori raiders del mondo, mentre se sei un comune mortale e sei riuscito a finire la gara del venerdì ti fanno partire per ultimo in una batteria a parte e non valevole per l’europeo. Ma eccoci a noi… dopo una settimana passata a preparare la bicicletta e la quintalata di ricambi che mi porterò appresso arriva finalmente il grande giorno. Il venerdì mattina in compagnia dei miei due amici Luca e Fabio che per l’ occasione rappresentano il mio “ staff assistenza “ partiamo con meta Cervinia. L’ idea è quella di provare nel pomeriggio la parte bassa del percorso giusto per sapere cosa mi attende in questi tre giorni… in questo momento la carica e l’ ottimismo sono alle stelle perché dopo settimane spese su internet alla ricerca di informazioni e filmati onestamente nella testolina ho solo una vaga idea del tracciato che mi aspetta e non certezze sul tipo di percorso e fondo che affronterò.
Arriviamo finalmente a Cervinia ; giusto il tempo di scaricare i bagagli in hotel e dopo di ché punto bello carico e pieno di energie verso gli impianti di risalita dove è presente anche l’ ufficio gara per l’ iscrizione e il ritiro del numero.
Tralasciando che qualcosa in me presagiva già il disastro imminente e quindi sono stato più di un’ ora con il dilemma “ provo la parte bassa del tracciato, non la provo “ mi decido e mi vesto per andare a provare il percorso.
Dal parcheggio si può vedere in lontananza il tracciato e ammetto che vedere quei puntini che dovrebbero essere i riders che procedono a velocità da tartaruga, si fermano e ogni tanto il puntino all’ improvviso diventa doppio (vedi capotta… ) non mi rende la persona più tranquilla del mondo… Inforchiamo la funivia e finalmente arriviamo alla prima stazione di Plan Maison dove è possibile entrare nella parte finale del percorso ; sono bello carico, e ascolto a malapena i commenti di Fabio e Luca che mi chiedono se sia una buona idea affrontare il percorso con i pedali a gancio. Li zittisco immediatamente con un tassativo “ io stò comodo così “ e aggancio scarpa /pedale… “
Siamo nel percorso… lì per lì i primi dieci metri li ho affrontati in piena scioltezza ma dopo neanche due curve arrivo al primo passaggio che non sarebbe neanche nulla di che se non fosse per l’ insignificante motto “ se sbaglio volo giù dal burrone “ E’ semplicemente un passaggio in costa su un sasso inclinato verso l’ esterno che se per disgrazia scivoli, voli giù da un burrone infinito…
Questo tratto del percorso è una specie di single track guidato tutto su rive e contro-pendenze dove anche un camoscio se la farebbe sotto.
Onestamente ci sono tre - quattro curve in controtendenza che ancora adesso non capisco come potessero essere fattibili… la prima la digerisci, la seconda riesci anche a farla… ma le ultime due ti ritrovi a fare manovra come con un camion, da fermo e con la faccia che è ad altezza dei pedali da quanto sono ripide…
Dicono sempre che in ogni cosa il più è farla la prima volta… ma per tutte le tre giornate mi sono sentito un miracolato e non ho mai ben capito come sia riuscito a rimanere in piedi in quel punto senza provare l’ emozione del volo senza ali !!
Comunque il risultato è che maledicendo i “comodissimi pedali a sgancio “ passo tutta il venerdì pomeriggio a provare il percorso sganciato e sicuramente percorrendolo più a piedi che in bicicletta.
In uno stato di calma apparente dovuto sicuramente al fatto di iniziare a sentire un po’ di stanchezza vado all’ ufficio gara per ritirare il numero. In preda ancora alla strizza monto sulla mia bicicletta i comodi pedali flet, cosciente che rappresentano la mia unica ancora di salvezza per cercare di riportare a casa l’ intera arcata dentaria.
Arriva il sabato mattina… la colazione la faccio senza farmi tanti problemi, tanto ormai so già cosa mi aspetta e sono rassegnato che la situazione può solo peggiorare. Mal che vada staserà mi toccherà mangiare brodini o farmi imboccare come un poppante !!
Una temperatura esterna frizzantina e rasente allo zero mi fa chiedere perché non me ne sono stato a casa al caldo a dormire e a fare le coccole alla mia fidanzata…
Stamattina sarà possibile provare tutto il percorso mentre oggi pomeriggio avrà luogo la prima gara che serve a stabilire l’ ordine di partenza delle due manche della domenica. Nel piazzale il numero di bikers rispetto a ieri è decisamente aumentato e mi fa sorridere vedere che chi non ha ancora provato il percorso è carico come una molla…
Giusto per scaldarmi provo la prima parte del percorso fatta ieri e noto con piacere che i “ Santi pedali flet “ mi permettono di affrontare le insidie con la testa più sgombra…
Parto alla volta del ghiacciaio del Plateau Rosà per provare finalmente tutto il tracciato… giusto per dare un’ idea del dislivello, per salire occorre prendere una funivia, un ovovia e un’ altra funivia e poi finalmente si arriva in vetta…
Si parte… la pista dove scendiamo è stata fresata alla perfezione e la neve ghiacciata permette di raggiungere velocità folli. Guidare sulla neve compattata è un vero sballo… è un misto tra il galleggiare e il navigare ma quando incroci i mucchi di neve fresca ti partono subdolamente e contemporaneamente l’ anteriore e il posteriore facendoti venire delle strizze che ne basterebbero mezze !! Dopo due imbarcate da paura e qualche metro percorso con la bici di traverso decido saggiamente di accarezzare i freni e diminuire la velocità…
Piano piano lasciamo il ghiacciaio in direzione seggiovia Bontadini…e qui viene il bello…
Il percorso si snoda per almeno cinque chilometri in mezzo alla murena del ghiacciaio per poi raggiungere attraverso un pezzo di falsopiano la parte del single track finale provato ieri.
Ovviamente l’ organizzazione sembra essere andata a scovare con il lumino tutti i posti e le discese più bastarde e sassose e la guida adottata è simile a quella del trial con qualche perla di saggezza aggiunta… ovvero cercare di copiare e sopravvivere senza impattare !!
Mentre scendi ci sono momenti in cui non senti più braccia e gambe e onestamente ne avrei anche un po’ le “scatolucce” piene ma continuo ugualmente ad andare grazie alla voglia che mi spinge a continuare.
Scendendo dal sigle track finale arrivo in fondo a Cervinia leggermente cotto ma soddisfatto.
Con la testa in modalità “stand-bay sopravvivenza” ovvero evito di pensare perché forse sento meno male, mi riavvio verso gli impianti di risalita per ritornare sul ghiacciaio del Plateau Rosà e effettuare la gara del pomeriggio.
Arriviamo nuovamente alla partenza… nel pomeriggio la neve del ghiacciaio è diventata patocca e quindi partiremo appena più giù dove finisce la neve.
La partenza e collettiva… ovvero un mucchio di 160 bikersi che partono tutti insieme cercando di schiacciarsi l’ uno con l’ altro per arrivare in testa alla prima curva.
Essendo la manche di qualifica siamo circa 500 partecipanti divisi in tre gruppi da circa 150 partecipati cadauno ; ovviamente con la fortuna che mi ritrovo finisco in quella composta quasi interamente da professionisti.
Da subito la fortuna sembra essere dalla mia parte dato che mi fanno mettere in ultima fila… ma non so per quale motivo vengo spostato dall’ ultima alla prima… giusto a fianco di Beggin… niente di meno che la persona che si giocherà la vittoria l’ indomani !!
Nel frattempo partono le due batterie precedenti e mi viene un’ iniezione di coraggio quando vedo quattro partecipanti che cadono e vengono letteralmente pestati dal gruppo… a seguire più in basso l’ elisoccorso giusto come ciliegina sulla torta !!
Manca poco alla partenza… mamma ho l’ adrenalina a livelli veramente ingestibili, quasi incontrollabili…
Arriva il cartello dei cinque secondi…via !! Partiti !! Lo spirito agonistico prende il sopravvento e cerco di raccattare posizioni;le gomitate si sprecano e a un certo punto mi arriva pure un calcio… bene… penso che sia meglio lasciarli andare, tanto la gara è lunga.
Tra alti e bassi scendendo “sorvoliamo”i vari tratti già provati… dalla murena alla sassaia e per finire il sigle track finale .
Arrivo in fondo a Cervinia ovviamente bollito ma nuovamente contento per essere ancora integro.
La sera è riservata alla verifica del risultato finale e al ritiro della letterina adesiva da incollare sulla tabella porta-numero che servirà a stabilire l’ ordine della partenza per il giorno successivo !!
Guardo con un po’ di curiosità la classifica e mi auto-complimento perché sono riuscito a mettermi pure un bel po’ di persone dietro. Ritiro la lettera…G… segno del destino !! E arriva la notiziola… con mi grande stupore realizzo di essere riuscito a classificarmi per l’ europeo e quindi l’ indomani partirò con i grandi… quelli pagati per correre in bici !!
Sono contento… meglio partire ultimo tra i Big che partire primo tra le gli amatori!!
L’ indomani nelle due manche di gara sarà un susseguirsi di emozioni e patemi che rispecchieranno in maniera diversa ma uguale allo stesso tempo quanto raccontato sopra…
Spero con questo racconto di aver potuto farvi vivere un po’ quella che è stata la mia esperienza a una gara di Europeo, l’ aria e l’ atmosfera che si respira in mezzo a persone veramente grandi… e naturalmente da bravo appassionato il prossimo anno ritornerò a Cervinia più agguerrito che mai !!
Bye Bye !!


     
 





     
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