L’appuntamento è per le 13,00 circa al parcheggio del parco di Roncolo, e decidiamo di arrivarci in bici, cosicché al ritorno possiamo affrontare un po’ di discesa, tanto per rilassarsi un pò.
Lasciamo l’auto nel centro di Roncolo ed iniziamo a salire su asfalto verso il parco, e da subito il ritmo è elevato, per la paura di essere in ritardo,
Intrapresi i ritmi con respiri ritmici ed affannosi, arriviamo con 5 minuti di anticipo sul nostro compagno di avventura di questo martedì pomeriggio.
Andrea arriva e scarica velocemente la sua GT front dall’auto, monta le ruote, indossa il casco a scodella e infila il telefonino e le chiavi dell’auto nella tasca dei panta della tuta da ginnastica.
Via, si parte.
Saliamo nel parco e valutiamo le zone per poter progettare un nuovo percorso da cross country. Percorriamo i vari sentieri single track già esistenti, individuiamo la zona, lasciamo le bici alla custodia della Monica, entriamo nella boscaglia a piedi per rilevare la traccia gps facendoci strada fra arbusti e tronchi secchi.
Due cinghiali scalpitano vicini a noi, altri due caprioli scattano un poco più in là e poco dopo arriviamo alla fine del tracciato futuro.
Ritorniamo al punto di partenza dove Monica ci aspetta sorvegliando le bici.
Abbiamo ancora tempo per pedalare un po’, e dato che Andrea è un esperto conoscitore del territorio, e si sta “sbattendo” con le istituzioni per evitare che il Parco possa essere chiuso alle mountain bike, gli chiediamo se si vuole aggregare a noi per farci vedere il percorso della “Ghiasola Jungle”.
Senza esitazioni tutti e tre ci dirigiamo verso l’uscita il confine, fra passaggi tecnici in salita che mettono a dura prova il nostro allenamento.
Andrea un po’ arranca nei tratti più pendenti, ma senza perdersi d’animo, scende, spinge, ed è subito lì. Nelle prime brevi discese si notano già le sue buone doti di tecnica di guida, ed arrivati all’inizio della Ghiasola, con molta disinvoltura, affronta il tratto iniziale ripidissimo.
Lo seguo non senza esitazioni, riesco a scendere facendo scivolare le ruote sul terreno friabile, e subito dopo ci troviamo sul percorso originale della Ghaisola storica.
Dove sembra che il bosco fitto la faccia da padrone, Andrea s’ infila su un sentiero che se non lo conosci lo eviti, praticamente impossibile da notare.
Noi lo seguiamo a ruota, ed appena la pendenza aumenta, leggero come una piuma fa scorrere la sua Gt front giù dal tracciato affrontando le insidie dei canaloni, le curve in modo esemplare senza neanche muovere un granello di terriccio, ed alla fine di ogni tratto ci aspetta per vedere se abbiamo bisogno di aiuto.
Incrocio lo sguardo con Monica, entrambi stupiti ed entusiasti, lasciamo andare le nostre full frenando il meno possibile, affrontiamo i tratti di discesa in apnea, e finalmente arriviamo dove il terreno spiana.
Pensiamo che anche per questa stavolta ci è andata bene, però siamo carichi come delle molle e l’adrenalina ci sgorga dal corpo, quasi dispiaciuti che la fine del tracciato Jungle giunga al termine.
Sbuchiamo sul campo arato, affrontiamo l’ultimo tratto sulle zolle di terra a piedi e prima di ritrovare l’asfalto chiediamo se Andrea vuole un passaggio per tornare sù al parcheggio, ma i suoi programmi sono altri: il recupero del telefonino perduto durante la discesa.
Mentre torniamo al negozio proviamo a far squillare il telefono di Andrea ogni 5 minuti, in modo da semplificare la ricerca.
Alla fine tutto bene, felici di aver staccato due ore dal lavoro per dedicarsi ad una passione condivisa da molti, attraversando zone che farebbero invidia ai migliori spot americani e per questo ci sentiamo di sostenere ogni proposta seria e responsabile che tuteli e valorizzi sia il territorio dove pedaliamo che la sicurezza di tutti gli utenti.




Ciao biker,



